Intestazione Padre Giuseppe Puglisi. Sì, ma verso dove?















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PrimaVera Antimafia continua…a Casteltermini arriverà il sorriso di don Pino Puglisi
di Maristella Panepinto
Scritto il 17 Aprile 2009

Si dice che nella vita il difficile non sia tanto percorrere una strada, quanto iniziare a imboccarla. Trovare quella giusta, la migliore per fare sì che i sogni possano arrivare a destinazione. Bene. Un paio di mesi fa, con la freschezza degli adolescenti, desiderammo di fare quella che diventò PrimaVera antimafia. Un piccolo sogno, nato sul web, nel corso di una chiacchierata virtuale. Il progetto pian piano è cresciuto, grazie a quell’entusiasmo, che fa diventare immense anche le cose più piccole. PrimaVera antimafia è stata una grande festa, che ha coinvolto gente di tutte le età, portando a Casteltermini un vero raggio di Luce: quello che suggerisce che non esistono traguardi impossibili da tagliare. Bene. Certi che un’onda tanto propizia non dovesse andare persa, abbiamo pensato di dare un seguito immediato alla nostra festa di PrimaVera.
A metà maggio prossimo, dedicheremo un’intera giornata a un uomo piccolo di statura, dal sorriso sconfinato e dall’anima carica della volontà di cambiare la parte brutta della nostra terra. Don Pino Puglisi è morto a Palermo il 15 settembre del 1993. E’ morto, come cita la lapide nella chiesetta di Brancaccio, “per rimanere fedele a Dio e agli uomini”.
Lo ricorderemo, anzi, nel nostro stile, lo festeggeremo, probabilmente il 12 prossimo. Grazie all’associazione palermitana, “Si ma verso dove?”, che ha raccolto l’eredità del parroco di Brancaccio, ospiteremo una mostra fotografica sulla vita del prete. I volontari dell’associazione verranno a Casteltermini a parlarci di don Pino, del suo apostolato e della sua infaticabile volontà di donare la sua vita al servizio di una terra, la nostra, troppo facilmente abbandonata a un destino di segregazione. I volontari, poi, proporranno al pubblico un musical sulla vita di don Pino Puglisi, uno spettacolo che ha girato l’Italia, raccontando la vita semplice di un grande uomo. Don Pino, quando gli proposero di guidare la parrocchia di Brancaccio, la realtà più difficile di Palermo, si definì “u parrinu du Papa”. In quella parrocchia, infatti, ricadeva anche l’abitazione del cosidetto “papa di Brancaccio” e di tutta la mafia siciliana: Michele Greco. Don Pino aveva un solo grande imperativo categorico: “non ci sono traguardi impossibili. Dove non arriviamo noi, arriva la Provvidenza”. A Brancaccio ha portato speranza laddove spuntavano, per ogni strada, angoli di perdizione: spaccio di droga, prostituzione, alfabetizzazione al male. Don Pino ha lavorato con caparbietà, con quella fede incondizionata, che fa sperare sempre, che non mette mai in discussione la possibilità che un “ce la farò”, può essere una certezza e non solo utopia da sognatori. Don Pino è stato ammazzato, barbaramente, il giorno del suo 56° compleanno. E’ stato ucciso da Salvatore Grigoli, un picciotto di Brancaccio, che qualche anno dopo, assolvendo la pena in carcere, dichiarò di essersi convertito al bene. Mandò una lettera a Leoluca Orlando, allora sindaco di Palermo, chiedendo perdono per l’omicidio del prete sorridente: “La morte di don Pino ha contribuito al mio cambiamento. Purtroppo è una realtà che fa molto male…chissà se don Pino non sia stato mandato da Dio per dei compiti specifici? Lui è morto per il bene degli altri”.
A sedici anni dalla morte vogliamo ricordarlo, desideriamo dedicare a lui un pensiero piccolo ma gentile, così come lui era gentile. Se domandi di don Pino a chi gli è vissuto vicino, tutti rispondono: sorrideva sempre e quando ti ascoltava tu diventavi il centro dell’universo. Ringraziamo di cuore i volontari dell’associazione “Si ma verso dove?”: in particolare, Agostina Aiello, che per prima ha accolto il nostro invito, la presidente, Rosaria Cascio e Roberto Lopes. Ci auguriamo che anche questo appuntamento possa essere un’altra goccia buona nel grande mare del silenzio.
Don Pino diceva: Venti, sessanta, cento anni…la vita. A che serve se sbagliamo direzione? Ciò che importa è incontrare Cristo, vivere come lui, annunciare il suo Amore che salva. Portare speranza e non dimenticare che tutti, ciascuno al proprio posto, anche pagando di persona, siamo i costruttori di un mondo nuovo…”

Mostra di don Puglisi, oggi la visita di due magistrati dell’Antimafia
di Francesco Spicola
Scritto il 13 Maggio 2009

Grande festa all’Inaugurazione della mostra fotografica “E se ognuno fa qualcosa”, dedicata interamente a Don Pino Puglisi, il prete palermitano ucciso dalla mafia nel 1993. Ad aprire la serata il video ufficiale di PrimaVera Antimafia, dove, tra le altre immagini di persone simbolo della lotta alla mafia, mostrava anche foto di Don Pino Puglisi. Presenti all’evento alcuni rappresentanti dell’associazione “Si ma verso dove” - Roberto Lopes, Andrea Terranova, Vito Pinto - che hanno raccontato toccanti testimonianze di vita e di condivisione con don Puglisi.
“A Brancaccio non vi era una scuola media, e quindi i genitori che non potevano accompagnare i propri figli alla scuola più vicina, in un altro quartiere, per motivi di lavoro o altro, spesso li lasciavano giocare per strada, diventando prede e talvolta burattini della criminalità organizzata”, ha detto Terranova, uno dei rappresentanti dell’associazione - “Così Don Pino decise di dedicarsi principalmente ai ragazzi per diffondere il vangelo e la legalità nel migliore dei modi, poiché tornando a casa scuotessero anche i propri genitori”. Le testimonianze hanno raccontato di un Don Pino molto devoto alla Parola di Dio, vivendo secondo l’insegnamento della chiesa e operando secondo le leggi dell’amore, per aiutare tutti quei bambini disagiati che avessero smarrito la retta via, o che purtroppo, fossero stati intrappolati nella ragnatela della mafia. Tutto questo però lo portò ad intralciare qualche piano dei boss della zona, finche il 15 Settembre del 1993, il giorno del suo 56° compleanno, Don Pino viene assassinato. Dalla morte di don Pino, però, è scaturita la conversione di uno dei suoi killer, Grigoli,che dal carcere mandò una lettera di scuse all’allora sindaco Leoluca Orlando, nella quale l’omicida chiedeva perdono alla città per il gesto commesso.
Questa mostra fotografica è come un viaggio nella vita di Don Pino Puglisi, dalla sua infanzia fino agli ultimi giorni della sua vita, con foto uniche e molto curiose, dove il sentimento che più traspare dagli scatti è l’amore verso il prossimo. Grazie a questa mostra possiamo rivivere quegli anni, quei contesti dove Don Pino coraggiosamente operava. Ad aprire ufficialmente la mostra è stato Mons. Melchiorre Vutera, vicario generale del vescovo di Agrigento, che è rimasto molto compiaciuto dell’evento e che ha onorato la sala con la sua presenza. Era presente anche il capitano della compagnie dei Carabinieri di Cammarata, Alessandro Trovato e il comandante della stazione di Casteltermini, maresciallo Paolino Scibetta. Al tavolo dei relatori anche il sindaco Nuccio Sapia, fautore dell’iniziativa. La mostra, adibita nel salone del Circolo Culturale “Di Giovanni”, ex chiesa di Sant’Antonino, sarà aperta al pubblico per 15 giorni, ad ingresso gratuito. “ Dopo questa quindicina passeremo il testimonial a San Giovanni Gemini: infatti la mostra continuerà a portare il messaggio d’amore di Don Pino anche in altri paesi” . A comunicarlo è stato proprio il sindaco di San Giovanni Gemini, Valerio Viola, che era presente alla serata. Stamani, a sorpresa, a visitare la mostra sono arrivati due uomini che lottano concretamente la criminalità organizzata, i magistrati Fernando Asaro e Salvatore Vella, entrambi impegnati, nel ruolo di accusa, in importanti processi, relativi alla mafia agrigentina.


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