Intestazione Padre Giuseppe Puglisi. Sì, ma verso dove?















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I ragazzi del Liceo Classico di Palermo "Giovanni Meli", alunni della VF di Ausilia Andaloro,  hanno conosciuto la figura di P. Puglisi grazie ad una sua testimonianza durante un incontro organizzato nella stessa scuola. Alla fine della mattina hanno discusso insieme ad Ausilia e, come risultato della giornata, hanno prodotto alcuni elaborati di riflessione su quanto ha suscitato loro l'incontro.

I elaborato : Padre Pino Puglisi
Celebre a tutti, ma che pochi hanno avuto il privilegio di conoscere veramente, Padre Pino Puglisi vive dal 15 settembre 1937 al 15 settembre 1993. Nel corso della sua vita si dedica non tanto a cercare di far redimere coloro che sono già entrati nel giro mafioso, ma piuttosto a tentare di non coinvolgere i giovani non ancora in grado di distinguere il bene dal male, ciò che é giusto da ciò che é sbagliato. Il 1° ottobre 1970 viene nominato parroco a Godrano, che in quegli anni é interessato da una feroce lotta tra due famiglie mafiose che riesce a far conciliare in seguito. Nel 1979 viene nominato direttore del centro diocesano vocazione dall'Arcivescovo Pappalardo, e qui si dedica a varie attività formative che mirano ad una crescita sana e più critica per una maggiore autonomia di pensiero dei ragazzi. Il 29 settembre 1990 viene nominato parroco a San Gaetano, nel quartiere Brancaccio di Palermo, padroneggiato dalla criminalità organizzata dei fratelli Graviano, Filippo e Giuseppe. Lì Padre Puglisi si interessa ad una casa vicino la parrocchia e decide di comprarla affinchè coloro che avevano bisogno di aiuto potessero avere un punto di riferimento nel quartiere. I mafiosi essendo venuti a sapere delle sue intenzioni e volendo ostacolare il parroco, decisero di aumentare il prezzo dell'appartamento. Tuttavia Padre Pino Puglisi non si arrende e organizza una lotteria per procurarsi il denaro, che riesce anche a raccogliere attraverso offerte di enti privati e la donazione del suo stesso stipendio di professore.
In tal modo gli fu possibile fondare nel 1993 a Brancaccio il Centro Padre Nostro. Il fatto che lui togliesse giovani alla mafia diede molto fastidio ai boss che lo consideravano un ostacolo, decisero così di farlo fuori dopo una serie di minacce di morte delle quali Padre Pino Puglisi non parlò con nessuno. Il 15 settembre 1993, il giorno del suo 56esimo compleanno, viene assassinato a piazza Anita Garibaldi, da Salvatore Grigoli e Gaspare Spatuzza. Le sue ultime parole furono “ Me l'aspettavo”. Nel 1997 gli uccisori vengono arrestati e si viene a sapere che i mandanti dell'omicidio erano stati i fratelli Graviano. Spesso è inevitabile chiedersi perchè a persone che trascorrono la loro vita a migliorare quella degli altri, venga tolta la possibilità di portare a termine la propria, mentre persone come i fratelli Graviano hanno ancora tutta la vita davanti. Poiché compiva azioni considerate fuori dall'ordinario Padre Pino Puglisi venne sempre considerato un eroe, ma in realtà ha fatto solo ciò che è giusto. Alla domanda: “ Si é mai sentito solo a combattere contro un' organizzazione molto più forte di lei? La risposta é no. Infatti Don Puglisi nonostante abbia sempre aiutato il prossimo da solo, grazie alla sua bontà e alla sua coinvolgente forza d'animo, era sempre attorniato da fedeli e amici che non lo lasciavano mai solo. “ Mio padre dice che la gente qua é divisa in due: quelli che camminano a testa bassa e gli uomini d'onore che camminano a testa alta.'' '' E tu che dici?'' '' Niente dico.'' '' Allora diciamo che io sono venuto qua ad aiutare la gente per bene a camminare a testa alta.'' Questo dialogo é tratto dal film “ Alla luce del sole” con quest'ultima frase si evince quanto il lavoro di Padre Pino Puglisi fosse mirato a tenere alta l'importanza dell'onestà senza aver paura di compiere il giusto.

Gabriele Costantino, Sabrina Cardillo, Marta Cinà, Giorgia Buonamente, Aurora D'asdia, Roberta Ruta

II elaborato : Padre Pino Puglisi
Don Giuseppe Puglisi nasce nella borgata palermitana di Brancaccio il 15 settembre 1937 da una famiglia umile. La sua attività diocesana ha inizio nel 1953, egli condivise gioie e tensioni nelle chiese dove lavorò, sapendo precorrere gli slanci come un pioniere, un pesce pilota. Da subito segue in particolar modo i giovani,inizia infatti ad insegnare religione cattolica in vari plessi scolastici e si interessa alle problematiche sociali presenti nei quartieri più emarginati e degradati della città, accogliendo ed accettando tutti senza distinzioni o discriminazioni. Nel 1970 viene nominato parroco di Godrano, un piccolo paese della provincia di Palermo, e lì trascorre momenti difficili: il paese era infatti lacerato dall'odio reciproco. A poco a poco, con l'aiuto di qualche amico e di volontari che arrivavano anche da Palermo, Don Pino Puglisi riesce ad organizzare varie iniziative per i bambini e riesce a riconciliare le famiglie dilaniate dalla violenza con la forza del perdono. Nel 1978 viene nominato prorettore del seminario minore di Palermo, nel Novembre dell'anno seguente è scelto dall'arcivescovo Pappalardo come direttore del centro Diocesano Vocazioni. Agli studenti e ai giovani del centro ha dedicato con passione lunghi anni realizzando, attraverso una serie di "campi scuola", un percorso formativo esemplare dal punto di vista pedagogico e cristiano. Il 29 settembre 1990 viene nominato parroco a San Gaetano, nel quartiere Brancaccio di Palermo. Lì il suo obiettivo era quello di eliminare il potere della mafia, controllata dai fratelli Graviano, capi-mafia legati alla famiglia del boss Leoluca Bagarella. Padre Puglisi aveva deciso di comprare una casa di fronte la parrocchia per farla diventare un centro di accoglienza per i bisognosi. A dimostrazione del potere che la mafia esercitava in quella zona essa si intromise nell'affare aumentando il prezzo dell'immobile cercando di impedirne l’ acquisto. Nonostante ciò Padre Puglisi non si arrese e riuscì ugualmente ad acquistare la casa con l aiuto dei soldi ricavati dalla lotteria che aveva appositamente organizzato, con le offerte provenienti da enti privati e associazioni di tutto il mondo e versando inoltre i soldi del suo stipendio di docente. Don Puglisi tolse dalla strada ragazzi e bambini che senza il suo aiuto avrebbero iniziato con piccole rapine per poi arrivare allo spaccio. Egli non tenta di portare sulla giusta via coloro che sono gia' entrati nel vortice della mafia ma cerca di non farvi entrare i bambini che vivono per strada e che considerano i mafiosi degli idoli,ciò diede molto fastidio ai boss che lo consideravano un ostacolo. Il parroco attraverso attivita' e giochi fece capire a bambini e ragazzi che si può ottenere rispetto dagli altri anche senza essere criminali, semplicemente per le proprie idee e i propri valori. Si rivolgeva spesso ai mafiosi durante le sue omelie, a volte svolte sul sagrato della chiesa. La sua attività pastorale ha costituito il movente dell' omicidio. Egli ha sempre dimostrato di essere una persona forte, decisa e coraggiosa che fino alla fine ha combattuto per ciò in cui credeva, consapevole dei rischi ai quali avrebbe potuto andare incontro, affrontando anche le situazioni più difficoltose con ironia e serenità, per proteggere e rassicurare le persone che gli stavano accanto. Viene ucciso dalla mafia nella stessa borgata, nell'anno 1993, nel giorno del suo cinquantaseiesimo compleanno. Egli non avrebbe voluto essere considerato un "eroe" in quanto ha fatto ciò che tutti avrebbero dovuto e dovrebbero fare.

III elaborato : Padre Pino Puglisi
Padre Pino Puglisi nasce il 15 settembre del 1937 e muore nel 1993. Il suo interesse era rivolto a tutte le classi sociali e , specialmente , ai giovani. Era a capo di un gruppo religioso dal quale è riuscito soprattuto a fare conoscere la sua personalità ed evidenziare il carattere delle persone che lo hanno seguito. Uno dei suoi principi fondamentali era quello di rivolgersi senza pregiudizi alle classi più emarginate e bisognose e volto ad aiutare il prossimo tramite il suo carattere e la sua indole empatica, semplice e umile. Egli ha seguito l’esempio di Gesù Cristo nel rapportarsi con tutte le classi sociali per diffondere un messaggio d’amore e di giustizia. La sua fede non è stata astratta ma concreta perché nel suo quotidiano ha sempre avuto l’intento di operare secondo i valori etici del cristianesimo ,seguendo come unico manuale il vangelo e pertanto seguendo Gesù cristo , scegliendo la via che Egli gli indicava.Quindi Padre Puglisi si era rivelato un uomo pericoloso; doveva essere eliminato, in quanto si era macchiato di intollerabili responsabilità. Egli, infatti, a Brancaccio, non si limitava, come hanno fatto altri preti, a predicare il Vangelo; Padre Puglisi il Vangelo lo viveva. E a furia di viverlo aveva sviluppato una specie di virus, con il quale stava contagiando l’intero quartiere. Contagiati dal suo virus, molti giovani avevano intrapreso strade alternative a quelle indicate dalla delinquenza comune ed organizzata. L’epidemia rischiava di allargarsi a macchia d’olio e di diffondersi all’intera città. E grazie a tutto ciò è stato una figura portante nella lotta contro la mafia; il suo intento era volto a cambiare la mentalità partendo dai giovani, poiché essi sono la società futura e in loro risiede la speranza. È stato capace di affrontare una guerra più grande di lui che gli costò la vita, ma ciò non fu mai una disfatta poiché il suo sacrificio è stato un esempio rivolto a chi teme di ribellarsi contro un nemico più forte e meglio organizzato. Infatti grazie a figure come lui, Falcone ,Borsellino e tanti altri la mafia è più debole e il popolo siciliano più forte e voglioso di tenere alta la testa contro costoro. Padre Puglisi ha saputo operare grazie alla sua semplicità e umanità nei confronti del prossimo. Il volere seguire la sua vocazione era semplice e giusto da un lato , mentre dall’altro era una cosa difficile e rivoluzionaria.

Giorgio Maria Marcianò, Rita Agnello, Eugenia Marchese, Paola Scordato, Federica Piazza, Silvia Carapezza

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