Intestazione Padre Giuseppe Puglisi. Sì, ma verso dove?















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(dal sito del Comune di Caltagirone)

Sarà inaugurato venerdì 18 dicembre, alle 17,30, nell'istituto comprensivo statale “Piero Gobetti”, lo spazio “Peppino Impastato”. Per l'occasione, sarà presentata la mostra fotografica permanente, curata dalla Galleria “Luigi Ghirri” col patrocinio del Comune di Caltagirone, dal titolo: “La luce, il lutto e... la speranza”, la mafia in Sicilia vista attraverso una selezione di scatti fotografici in bianco e nero della storica agenzia palermitana “Publifoto”.
Interverranno: il dirigente scolastico dell'Istituto “Gobetti” che ha promosso l'iniziativa, Giuseppe Turrisi, il sindaco Francesco Pignataro, l'assessore comunale alla Pubblica istruzione Francesco Alparone, i rappresentanti delle associazioni “Don Pino Puglisi” di Palermo (Andrea Terranova) e “Libera” di Catania (Marilù Fazio), l'imprenditore antiracket Saro Barchitta, il sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Caltagirone Sabrina Gambino e il direttore della Galleria “Luigi Ghirri” di Caltagirone Sebastiano Favitta.
Hanno collaborato all'iniziativa la docente referente del progetto “Legalità” dell'istituto Concetta Bonanno e il curatore dell'allestimento e dell'apparato grafico per la Galleria “Ghirri”, Attilio Gerbino.


LA LUCE. IL LUTTO E... LA SPERANZA
Caltagirone - Istituto Piero Gobetti

La mostra permanente inaugura lo Spazio "Peppino Impastato" allestito dalla Galleria fotografica "Luigi Ghirri" presso l'Istituto "Piero Gobetti" di Caltagirone. Dal 18 dicembre 2009.

"...Nelle quarantasei fotografie, presenti in questo allestimento permanente inaugurato nello spazio che l’Istituto Piero GOBETTI di Caltagirone dedica simbolicamente a Peppino IMPASTATO – vittima della tracotanza mafiosa –, a disturbare è il fenomeno mafioso nel racconto visivo delle sue efferate azioni, visto attraverso l’obiettivo di un’agenzia giornalistica già attiva a Palermo – la Publifoto –, fondata dal fotoreporter Salvatore Brai e poi condotta dal figlio Enzo. Nel ritmo irreale di questa sequenza di scatti in bianco e nero, fissati in stampe sulle quali il tempo ha oramai trascritto i suoi segni inesorabili, gli eventi, i volti, gli sguardi e i corpi esanimi ci riportano al clima duro e angosciante di un passato recente scandito tra violenza, lutti e sopraffazione, un passato che in fondo non è passato perché le sue dinamiche sanguinarie macchiano ancora il nostro presente.".

Sebastiano FAVITTA, Attilio GERBINO
Galleria Fotografica Luigi GHIRRI

tratto da : http://www.tribenet.it/read.php?read=8858

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