Intestazione Padre Giuseppe Puglisi. Sì, ma verso dove?















Domenica, 28 gennaio 2007
Incontro di preghiera "I martiri"

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen

GUIDA: Questa sera, ci troviamo qui in preghiera, per fare memoria dei martiri, dei nostri fratelli e delle nostre sorelle uccisi a causa del Vangelo. Essi sono un segno perenne della verità dell’amore cristiano, perché, come Gesù, hanno dato perfino la propria vita per amore dei fratelli, anche nelle situazioni più difficili quando questo amore significava difesa dei diritti e della dignità dei più poveri e deboli, solidarietà con chi è stato vittima della violenza, testimonianza e professione della propria fede non accettando che fosse ridotta al silenzio dalle minacce.
Invochiamo lo Spirito Santo perché ci dia la grazia di capire la grandezza di questo Amore.

CANTO: Spirito Santo, vieni nel mio cuor, del tuo amore infiammalo.

VANGELO: Marco 8,34-38
Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del vangelo, la salverà.
Che giova infatti all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima? E che cosa potrebbe mai dare un uomo in cambio della propria anima?
Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi».

Momento di silenzio

GUIDA: Signore, tu ci chiedi di esserti fedeli, di essere fedeli al tuo Vangelo, di non vergognarci di essere testimoni luminosi delle tua Parola, di mettere in pratica la legge dell’Amore nel servizio verso i fratelli. Ti chiediamo perdono per tutte le volte che non l’abbiamo fatto.

Rit. Misericordias Domini in aeternum cantabo. (2v.)

Lettore: Signore, ti chiediamo perdono per la nostra incapacità a testimoniare il tuo amore, lasciando che le tenebre invadano il cuore del mondo. Rit.

Lettore: Cristo, ti chiediamo perdono per l’indifferenza che mostriamo di fronte ai tanti episodi di martirio, alle tante vittime innocenti della logica della violenza e dei diversi poteri. Rit.

Lettore: Signore, ti chiediamo perdono per la durezza del nostro cuore di fronte alle tante sofferenze che segnano la nostra umanità. Rit.

Lettore: Cristo ti chiediamo perdono per la paura di annunciare al mondo che sei risorto, che sei l’unico capace di donare la vita vera, quella che non ha fine. Rit.

Lettore: Signore, ti chiediamo perdono per tutte le volte che abbiamo amato l’amico ma non il nemico, la vittima ma non il carnefice. Ti chiediamo perdono per tutte le volte che abbiamo dimenticato che amare è credere che in ogni uomo, in ogni donna, c’è l’immagine di Dio. Rit.
TESTIMONIANZA: Vivere nell’insicurezza

Sapevo che tornando nello Zaire avrei trovato una situazione difficile ma non immaginavo fino a questo punto.
La situazione economica è catastrofica: insegnanti, infermieri, impiegati statali, non sono pagati da tanti mesi. Così devono arrangiarsi! E i più forti ne approfittano a scapito dei più deboli. I soldati hanno saccheggiato la città di Kisangani, e hanno fatto lo stesso a Kinshasa, la capitale (in quella occasione è stato ucciso anche l’ambasciatore francese). 52 comunità religiose su 96 presenti nella capitale hanno avuto la propria casa saccheggiata. Poi è stata la volta del centro della nostra diocesi, una cittadina di circa diecimila abitanti, che si chiama Dungu. Procura, farmacia diocesana, case religiose, parrocchie: tutto è stato saccheggiato.
Noi siamo a 90 Km a nord di Dungu, vicino alla frontiera col Sudan. Siamo circondati da soldati che compiono violenze quasi quotidiane. Sequestrano biciclette (l’unico mezzo di trasporto rimasto) e obbligano la gente a trasportare le cose dei soldati. La storia del Cireneo si ripete infinitamente.
Quando poi non ci sono violenze fisiche, battiture di ogni genere, stupri, ecc… Giorni fa sono stati sparati otto colpi di fucile a 20 m. da dove mi trovo per una rissa scoppiata al mercatino locale. Varie volte ho dovuto intervenire per cercare di recuperare dalle mani di soldati ubriachi biciclette o altre cose rubate alla povera gente.
In questa situazione, cari amici, tu senti che la tua vita è veramente nelle mani di Qualcun altro. Tu ti senti in balia di situazioni di violenza e di oppressione sulle quali hai ben poco potere ma senti che Qualcuno ti è vicino e che non ti verrà tolto un capello finché Lui non lo vorrà.
Il detto evangelico che “tutti i nostri capelli sono contati” è una grande verità! Io lo sperimento ogni giorno ed è quello che vorrei dire ai giovani. Se non c’è d’aver paura in situazioni del genere, tanto meno c’è d’aver paura a lasciare delle sicurezze tutto sommato meno importanti! Non credo affatto di essere un eroe.
In situazioni del genere ti scappa tutta la voglia di esserlo, ma vi assicuro che si sperimenta veramente “una Forza che viene dall’Alto”.
Credo che per farci sperimentare questa Forza, il Signore voglia prima spogliarci di ogni altra sicurezza. È troppo facile continuare a confidare, tutto sommato, nei propri mezzi e agire solo quando si sente la terra ferma sotto i propri piedi. Invece il Signore ti chiede, come a Pietro, di “camminare sulle acque”… Ho pensato spesso a questa espressione del Vangelo: in acqua si può “nuotare”, cioè adattarsi all’ambiente che ci circonda e riuscire a “muoversi” in questo ambiente. L’uomo riesce a fare questo con la sua intelligenza e abilità. Ma “stare in piedi”, cioè mantenere una posizione eretta sull’acqua, questo lo può fare solo con l’intervento di una Forza superiore.
E qui tu sperimenti che il Signore ti tiene in piedi in una situazione che è un vero mare agitato. Si dice che per viver nell’insicurezza quotidiana occorrono soprattutto dei nervi saldi e certamente occorre una buona base psicologica sana, ma credo che sia soprattutto questione di umile e fiducioso affidarsi a questa Mano che ci sostiene.
Noi viviamo un po’ giorno per giorno. Non sai quello che ti può capitare domani, ma è bello vivere interamente abbandonati alle mani di Qualcuno per il quale tu conti molto e che ti fa capire in mille modo la Sua presenza.
Se posso dire qualcosa è proprio questo: amici miei, NON ABBIATE PAURA AD ABBANDONARVI A QUESTE MANI!
Sono le mani migliori di questo mondo: le più tenere, le più sicure, le più esperte, quelle che “non ti pianteranno mai in asso” ma ti porteranno sempre sul loro palmo.
Ve lo dice uno che in mezzo ai pericoli, in questi tempi, ci sta vivendo, e non per desiderio di popolarità, ma solo perché ha detto di si al Padre di ogni tenerezza, perché questa tenerezza possa arrivare almeno ad alcuni dei suoi figli più poveri che vivono in questa disastrosa situazione.
Un caro saluto a tutti!

PREGHIERA CORALE
Signore
io vorrei essere di quelli
che rischiano la loro vita
che donano la loro vita.
A che serve la vita, se non per donarla?
Signore
tu che sei nato fra i disagi di un viaggio
tu che sei morto come un malfattore
liberami dal mio egoismo
e dal mio quieto vivere.
Affinché segnato dal segno della Croce
io non abbia paura della vita di sacrificio.
Rendimi disponibile per la bella avventura
alla quale tu mi chiami.
Devo impegnare la mia vita, Gesù,
sulla tua parola.
Devo mettere in gioco la mia vita, Gesù
sul tuo Amore.
Gli altri possono essere ben saggi,
tu mi hai detto di essere folle.
Gli altri credono all’ordine,
tu mi hai detto di credere all’Amore.
Gli altri pensano a risparmiarsi,
tu mi hai detto di dare.
Gli altri si sistemano,
tu mi hai detto di camminare
e di essere pronto.
Alla gioia e alla sofferenza,
alle vittorie e alle sconfitte,
di non mettere la fiducia in me, ma in te,
di giocare il gioco cristiano
senza preoccuparmi delle conseguenze.
Ed infine di rischiare la mia vita,
contando sul tuo Amore.

PADRE NOSTRO

CANTO: CHI CI SEPARERÀ
Chi mi separerà dal tuo amor,
in ogni avversità, sofferenza o nudità
son più che vincitore
perché tu mi hai amato o Signore.

Chi mi separerà dal tuo amor,
morte o vita, principati o potestà,
presente o avvenire,
mai niente separarmi potrà dal tuo amor.

Chi ci separerà dal tuo amor,
in ogni avversità, sofferenza o nudità
sian più che vincitori
perché tu ci hai amato o Signore.

Chi ci separerà dal tuo amor,
morte o vita, principati o potestà,
presente o avvenire,
mai niente separarci potrà dal tuo amor.

perché tu ci hai amato o Signore.

Chi ci separerà dal tuo amor,
morte o vita, principati o potestà,
presente o avvenire,
mai niente separarci potrà dal tuo amor.
Dal tuo amor, dal tuo amor…

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