Intestazione Padre Giuseppe Puglisi. Sì, ma verso dove?















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Maschera di Gesù a Carnevale?
Il Signore ti dia pace! Betlemme 13.02.2007
leggendo le parole di Ausilia, a cui mi permetto di incoraggiare ad essere un pò più fiduciosa, mi sono sentito, spontaneamente portato a scrivere queste righe che vorrei condividere. al di là del problema della maschera di Gesù - forse Gesù stesso se ne sarebbe fatto una risata - mi sembra che uno dei nodi problematici della chiesa di oggi, anche nel suo vivere dentro la società, è quello di accogliere l'altro per ciò che è e non per ciò che desideri che sia... fosse anche della mia stessa confessione di fede.
Siamo passati da un rinchiuderci nelle sacrestie di sessantottina memoria al preoccuparci, e molte volte unicamente, di porre steccati contro... poco proclivi al dialogo e all'ascolto.
Quell' ascolto di cui parla Ausilia che è diventato 'raro' deve guidare la passione per l'altro, altrimenti invece di andare verso, si arriva solamente ad essere contro l'altro.
Il dialogare - come non ricordare quel programmatico documento di Paolo VI "Ecclesiam suam" sulla chiesa che è tale perchè dialoga? - è, credo, la sfida del nostro esserci e porci dentro la società di oggi... non preoccupandoci di maggioranze o opposizioni, ma unicamente testimoniando l'evangelo di Cristo che, permettetemi, va oltre ed è più di ogni morale...
L'accogliere, il dialogare, il confrontarsi, l'ascoltare non sono capacità che si improvvisano, bisogno educarci e crescere in ciò... fosse anche come 3P ci ha testimoniato fino alla possibilità di un dialogo che ti chieda di dare la vita - ricordiamoci l'appello ai mafiosi: venite, parliamone, dialoghiamo... - la paura dell'altro ci attanaglia... e ci fa chiudere in noi stessi.
Il dialogo è fatto certo non di un irenismo di facciata, san Francesco ci testimonia un andare dal sultano che sconfessa le crociate del tempo ma ugualmente ha lo stesso scopo : quello di annunziare Cristo, nella verità di un parlare di Gesù come Salvatore - diremo ancora oggi e sempre di una freschezza di un kerigma che ha bisogno di essere ri-detto, specie alle nuove generazioni - ma Francesco lo fa con la forza del dialogo e della parola piena di amorevole passione per il 'suo' Signore e non certo con proclami di leggi morali che come armi pronte ad affondare sul corpo dell'avversario ci piombano sulla testa degli altri...
Oggi la forza dell'ascolto e del dialogo richiede altresì sacrificio ed audacia, ed in questo con Ausilia dico, realtà andate in disuso, specie nella categoria di 'noi' addetti ai lavori nel ministero... e lo dico non per autolesionismo, ma conscio di tante esperienze vissute; questa sfida, quella del dialogo, dell'ascolto, dell'accoglienza, comunque è affascinate e travolgente per chi è trasportato da una parola evangelica che forma la sua esistenza... in essa saprà ritrovare nel volto del fratello - fosse anche quello di una maschera - qualcosa del volto di Gesù, di quel volto di compassione e di amore che ti accoglie e ti ama per ciò che sei, neppure per ciò che lui può volere da te domani, ma per ciò che sei oggi.
Se dobbiamo imparare da 3P, impariamo certamente la forza di una ascolto, disarmante, accattivante, travolgente, vero, empatico, cordiale, come era il suo, che state tranquilli coglie sempre nel segno.
In questo modo sapremo non solo abbattere i muri e gli steccati, ma costruire quei necessari ponti per vivere meglio e in pace, nella speranza che non delude.... abbiamo bisogno di un pizzico in più di speranza ... altrimenti!
Scusate il mio dire
Un caro abbraccio ad Ausilia e a tutti di simaversodove
Vostro nella comunione di preghiera che ci accomuna

fr. Marcello ofm

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