Intestazione Padre Giuseppe Puglisi. Sì, ma verso dove?















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Il Perdono

Soleva spiegare la parola perdono così: PER DONO. Ha sempre fatto esperienza del perdono, fin da quando era bambino. La sua mamma glielo insegnò. La signora Giuseppina pregava sin da prima che lui nascesse, dopo la perdita del terzogenito, di avere un figlio sacerdote, povero e santo. Sacerdote lo vide, povero anche. Mai fu attaccato ai beni materiali, le sue cose erano a disposizione di chi ne avesse bisogno, il suo tempo era il tempo per gli altri. Santo lo è sempre stato in quanto battezzato.

A trentatré anni ricevette un incarico modesto, se guardiamo la realtà con gli occhi del mondo, ma che in realtà fu per lui molto importante, direi proprio determinante. Fu mandato parroco in un piccolissimo paese di montagna, molto lontano dalla città, potremmo dire quasi l'ultimo paese della diocesi: il paese di Godrano. Contava poche centinaia di abitanti, ma in quel paese don Pino dovette affrontare situazioni difficilissime: il Signore lì cominciò ad educarlo. Un paese che da anni e anni era messo in ginocchio da una tremenda faida di mafia, che aveva già causato decine di morti tra le famiglie che lottavano tra loro. Un paese dove nessun sacerdote avrebbe desiderato essere mandato... e lui fu mandato proprio lì. A Godrano don Puglisi dovette affrontare anche un altro problema molto particolare: vi era infatti la forte presenza di una comunità, piccola ma convinta, di protestanti. Nel piccolo di questo paese abbastanza isolato e quasi sperduto, egli dunque si trovò ad affrontare problematiche veramente grandi e particolari. Le affrontò come ha affrontato sempre tutte le realtà del suo ministero, con grande mitezza, quella mitezza che è la tenacia dei forti, con grande pazienza e con una capacità veramente particolare di ascolto e di saper attendere. Questa capacità gli è stata riconosciuta sempre da tutti, anche da vivo.
Tante porte in quel piccolo paese subito gli si chiusero in faccia, proprio perché dava fastidio la presenza di questo prete, che con apparente ingenuità cercava di sanare situazioni di rottura e di vera e propria guerra, che ormai di generazione in generazione erano purtroppo ben radicate. Eppure don Pino, con la sua azione umile e semplice, ma paziente e tenace, riuscì a convertire il paese. Godrano si trasformò e nella sua piccolezza divenne un luogo dove poi tante persone, suoi amici, anche da Palermo vollero andare a collaborare con lui per fare una vera esperienza, bella e positiva anche se nascosta agli occhi dei più, di servizio alla Chiesa. (Don Agostino Ziino CFD)
 

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