Intestazione Padre Giuseppe Puglisi. Sì, ma verso dove?















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Movimenti o Parrocchie?
L’estate ormai volge al termine e si comincia a pensare agli impegni autunnali.
I ragazzi cercano di finire i compiti dell’estate.
I nuovi “maturi” si preparano, timidamente, all’ingresso nel mondo universitario e gli adulti si avviano a riprendere le loro attività rincorrendo il tempo che sembra non basti mai.
E nelle Parrocchie, cosa accade?
Anche in Parrocchia si cominciano a programmare nuove e vecchie attività: catechismo, gruppo anziani, gruppi post-cresima, gruppi universitari, caritas, oratorio, ecc..
Durante questi primi incontri organizzativi le domande più frequenti sono: ci saranno catechisti disponibili quest’anno?
Ci sarà qualcuno che si farà carico degli anziani?
E per le attività caritative si preoccuperanno sempre i soliti?
Ma una domande finale che sistematicamente emerge in questi incontri è: i giovani? Chi penserà a loro?
Questo è un campo di azione troppo impegnativo, alquanto difficile, richiede più tempo e più impegno, insomma: troppo, troppo, troppo.
Si rischia, ancora una volta, di lasciare soli i nostri figli.
Per fortuna, anche questa estate, alcuni gruppi, associazioni, movimenti, hanno allargato i loro confini parrocchiali e sono così andati a “reclutare” altri giovani, compresi i nostri.
Meno male, qualcuno ha affermato, che questo sia accaduto così da consentirci di stare abbastanza tranquilli per i nostri figli.
Meno male, così siamo riusciti a mettere a tacere la nostra coscienza spesso interrogata sulla mancanza di volontà ad occuparci dei ragazzi della Parrocchia.
Ma con la riaperture delle attività parrocchiali, non si è previsto di dover fare i conti con sopraggiunti problemi.
Il lavoro fatto durante l’inverno da chi ha scelto di svolgere questo servizio per la propria comunità, da chi non ha smesso di impegnarsi anche durante l’estate, rischia di non trovare più i ragazzi negli ambienti parrocchiali.
I gruppi, i movimenti, le associazioni, sempre ben organizzati, che svolgono preziosissime attività, non vanno in ferie col sopraggiungere dell’inverno ed hanno già un nutrito calendario di incontri, che propongono a quanti hanno avuto modo di fare esperienze estive con loro.
Tanti ragazzi si sono sentiti dire: presto ci faremo sentire, così da continuare a vederci durante la settimana.
Nulla di male in tutto questo, ma una domanda mi sorge spontanea: e delle attività parrocchiali messe su con tanta fatica che ne sarà?
Rivedremo ancora quei ragazzi con i quali avevamo iniziato un cammino?
Qualcuno si affretta a ricordare che “i gruppi e i movimenti sono una ricchezza per la Chiesa. Già, ma chi ha mai messo in dubbio questo!
Solo che mi sforzo di capire : di quale Chiesa stiamo parlando?
Se i ragazzi, pur vivendo la ricca esperienza dell’associazionismo, non tornano a frequentare gli spazi parrocchiali, la comunità non ne trae alcun beneficio e non sempre i ragazzi tornano ad impegnarsi in Parrocchia.
Ritengo che un ruolo di grande importanza lo giochino soprattutto i Parroci che, in forza del loro ministero, sono l’anello di congiunzione tra una miriadi di carismi, compresi quelli delle associazioni; vigili e attenti affinché ogni carisma sia espresso e condiviso all’interno della Parrocchia.
Non possiamo continuare a sperare che, “per fortuna”, qualcuno si occupa dei giovani.
Non bisogna mai dimenticare che sono i giovani, troppo spesso “scomodi”, la linfa di una comunità.
Sono loro i futuri adulti: padri e madri, educatori, preti e suore, laici impegnati.
Se la pastorale giovanile nelle parrocchie viene poco curata si rischia di presentare una chiesa vecchia e lenta, si rischia di ridurre la Parrocchia ad una sterile erogatrice di servizi e non il luogo privilegiato in cui si fa esperienza di comunione.
Non lamentiamoci troppo se non ci sono nuove vocazioni, se ci sono sempre più famiglie divorziate, se le comunità si disinteressano di tutto e di tutti.
Non possiamo chiudere gli occhi e far finta di non capire, non possiamo più scrollare le spalle come a voler dire: cosa possiamo farci, le cose vanno così!
Quindi mi sto chiedendo: quali scelte far fare ai ragazzi?
Il movimento o la Parrocchia, l’associazione o l’oratorio, le riunioni nei gruppi associativi o i gruppi di post-cresima.
Se qualcuno volesse darmi delle risposte, ne sarei grato.
Nel 14mo anno del martirio di don Puglisi, riporto un suo pensiero: “Com’è vero: quelli che riflettono troppo prima di fare un passo, trascorreranno tutta vita su un piede solo!”.

Nino Lanzetta

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